domenica 30 novembre 2008

Un cavaliere stronzo e una sinistra imbecille, con proposta

Se non rompi con Di Pietro, niente dialogo!
E allora la sinistra fa di tutto per misconoscere Di Pietro.
Se poi il cavaliere fosse sul punto di accettare il dialogo, troverebbe un altro neo nella sinistra ... che so ... guarda troppo al conflitto d'interessi.
E allora a sinistra si parlerebbe sì di comflitto ... ma tra generazioni, oppure quello della seconda guerra d'indipendenza.
Se poi, ancora, il cavaliere fosse nuovamente sul punto di dialogare, chiederebbe che, però ... i calzoni dell'opposizione sono troppo alti.
E allora la sinistra se li calerebbe.
E via di seguito.
E la sinistra becca ... come una gallina ...
Ma quale sinistra, quelli sono solo cretini (e mica del tutto però, ci fanno), e per di più in cerca di poltrone (ma ci pensa il re del centro a fregarli), la sinistra non l'hanno mai vista ... e il ruolo di opposizione gli va stretto al "volemose bene".
Se potessi, mi dimetterei da questa classe politica.

Farei una proposta.
Come per la luce, il gas, i telefoni, ecc., è possibile scegliere (si fa per dire) un altro fornitore/gestore, così dovrebbe essere per la classe politica (intendendo quel coacervo di mascalzoni di destra e di sinistra che con protervia ora occupano la scena politica italiana).
Ma questo potrei farlo solo cambiando paese, che so ... la Francia, la Spagna, come hanno fatto da tre generazioni i miei antenati, e pure mio figlio. Però non voglio abbandonare l'Italia, che mi piace più di altri paesi. E poi non mi sento pronto per lasciargli campo libero, dunque, mi tocca essere schiavo e suddito in casa mia dove, pure, il re una volta lo abbiamo accompagnato alla porta. Comprenderete bene quali sentimenti si possano provare ...
Della serie: “Non dite mai ad uno stronzo che è uno stronzo. Potrebbe fare lo stronzo.” (Pierpaolo Pasolini), e aggiungerei, "tanto lo fa lo stesso già ora".

La proposta sembra bislacca, ma per quale ragione posso farmi affogare dalla Coca-Cola, dalla Pepsi-Cola e dalla Nestlè (che lo fanno anche in altri paesi) e non dovrei, qui, nel mio paese, potermi fare governare da un diverso sistema politico o da una diversa classe politica?
Che forse lo Stato attuale è sovrano, condizionato com'è da coca-cola di turno, da C.E.E., da mafie e finanziarie sovranazionali e locali?
E, allora, che male c'è se ci fosse anche un altro sistema politico in concorrenza con quello attuale (ripeto, fatto indifferentemente da destra e da sinistra, come lo conosciamo)?
Magari un sistema politico di piccoli numeri, che amministrasse scuole, ospedali, strade, ecc. in conto proprio e al quale pagare le mie sudate tasse, in concorrenza con quell'altro. Si darebbe un bel calcione nel sedere a tanta gente!!! E si finirebbe finalmente di dire ipocritamente che lo Stato è sovrano sul proprio territorio e sulla propria gente.
Così potrei votare chi realmente poi mi governerà, e non votare uno che poi non mi governerà, e dovrò essere governato, come ora, da politici votati da una massa di cittadini alienati e rincitrulliti dalle promesse televisive del berlusca di turno.

E già ! Perchè se la mia proposta è nata tre righe sopra, ridendo e scherzando, in realtà va dritta-dritta al nocciolo della questione. E cioè: è giusto che quella massa rincitrullita dai vari "L'isola dei famosi" e simili, che conosce poco o niente delle questioni al di là del proprio naso e che, dunque, è strumentalizzabile con qualche promessa imbecille - dicevo - è giusto che quella massa condizioni così malamente la mia vita?
Niente in contrario se così gli va bene, si facciano scorticare pure dall'attuale classe politica. Ma a me lasciatemi scorticare da chi preferisco io (come faccio adesso, che posso scegliermi il medico di fiducia, il panettiere di fiducia, ecc.).
Abbiamo traslato la democrazia greca nel nostro mondo e, per un equivoco senso dell'egualitarismo, abbiamo ammesso tutti al voto, mentre i greci escludevano i cosiddetti "idiotes", cioè coloro che erano alieni da interessi nella gestione della cosa pubblica perché non possidenti.

Si dice che un popolo ha i governanti che si merita. Ma quei governanti io non li voglio a governarmi. Ne vorrei altri. E, allora, perchè non poterli scegliere?
Non saprei come chiamarli, e non vorrei offendere nessuno, ma quegli idiotes oggi sono condizionabili come lo erano al tempo dei greci. "Panem et circenses" diceva Giovenale al tempo dei Romani. E, infatti, oggi cosa gli danno di nutrimento agli didiotes? Pane e divertimenti, appunto.
A meno che ... ma qui ci ha pensato per tempo berlusca e la P2, con l'attuazione del Piano di rinascita democratica (sic!), che si sono impossessati del cervello degli idiotes con la televisione, e sono capaci di far credere loro che scegliere Dell'Utri e simili sia una propria libera scelta, come quella canzone di Luigi Tenco sul Cameriere Antonio in La ballata della moda.

Se il video non si apre, vai alla pagina di YouTube.

A meno che - dicevo - tutti i cittadini possano essere messi in grado di fare scelte conoscendo bene chi scelgono prima di tutto e, insieme, di conoscere quanto più possibile sulle questioni di cui si dibatte.
Altrimenti, e pare la cosa più sensata, non rimangono che due strade:
a) Consentire il voto a chi sa, mediante una specie di patentino per conseguire il quale occorre fare un esame, e negare il voto, o relegarlo solo all'ambito di quartiere, a chi non sa. Un pò come l'accesso attuale all'università, o come il voto a valenza differenziata che esprimono gli stranieri nel nostro paese.
b) Abrogare lo Stato com'è adesso, e sostituirlo con più sistemi amministrativo-politici, come ho detto sopra. E forse, più che di abrogazione, parlerei di riduzione quasi a zero dello Stato, lasciandogli solo la funzione di istituire le regole con cui possano convivere questi nuovi sistemi amministrativo-politici. Al ché si ritornerebbe quasi da capo, poiché risorgerebbe il problema di chi mandare a Roma, e quanti per ogni fazione, a stabilire quelle regole comuni.

Come si vede, la seconda strada è poco praticabile (ve lo immaginate che un pezzo dell'ospedale della mia città cada sotto un sistema amministrativo-politico e un pezzo sotto un altro?), mentre la prima è praticabilissima, senza stravolgere un bel niente. E potrebbe essere articolata in una serie assai semplice di misure, come ad esempio, in ordine di tempo:
1) Concessione della tessera elettorale a chi ha superato l'esame e, periodicamente, sostenga un esame che dimostri il permanere delle condizioni che ne hanno consentito il rilascio. Istituzione dell' Esame di Cittadinanza, in modo che chi non lo abbia superato all'inizio possa superarlo più tardi.
2) Abrogazione dell'istituto della proprietà privata sui mezzi di comunicazione (TV compresa) da estendere almeno a livello europeo (visto che la CEE può condizionarci su tante cose, lo faccia almeno per questa), atteso l'interesse quasi esclusivamente pubblico, come i fiumi o il mare, o almeno frammentazione dell'assetto proprietario (da non raggirare con il sistema delle quote come nelle società per azioni) ad un livello bassissimo, in modo che più soggetti possano fare una propria politica dell'informazione.
3) Potenziamento della funzione culturale della televisione per far conoscere realmente le questioni a tutti, ed eliminazione dei programmi che costituiscono un avvilimento della persona (a livello europeo).
Non ne verrebbe fuori un sistema migliore?

La merenda del governo

La sinistra non c'è più! D'accordo, ma allora?
A destra stanno incollati insieme coi soldi del berlusca. Senti Cicchitto, Gasparri e compagni (anzi camerati vari) che dicono esattamente le stesse cose ai telegiornali, una sorta di "boia chi molla".
La destra fa politica di sinistra? Ma quando? Dà 8 milioni di euro a 8 milioni di famiglie cioè 1 euro a famiglia e toglie 8 miliardi alla scuola. Con un euro a famiglia, considerando una famiglia media (quelle cosiddette incapienti) di 3 persone, ci si compra una filetta di pane da 500 grammi che, divisa per 3, va bene per fare una merenda, senza companatico, ovviamente.
Togliere 8 miliardi alla scuola, al contrario, siglifica demolirla. Già sono 15 anni che nelle scuole elementari i genitori devono portare la carta per le fotocopie, a turno. E alle superiori i ragazzi vanno a chiedere la carta igienica alle bidelle, perchè nei bagni non ci mettono più nemmeno quella. E che scuola sarà quella dove ci si riempie la bocca di "azioni formative" o di buoni propositi mentre il computer più recente è, in media, di 8-10 anni fa? Non parlo del software, poi, che è per il 90% copiato.
Perchè la Finanza non fa ispezioni a tappeto nelle scuole? Non per "punire" gli abusivi del software, ma per evidenziare che non si hanno soldi per comprarli e, dunque, lo si scarica e lo si copia come meglio ci si può arrangiare. Perchè puoi dire a un ragazzo "questo software è vecchio e copiato", ma non puoi dirgli anche "la carta per pulirti il culo te la porti da casa".
Non sono contento per niente della sinistra, ma la destra è peggio. La destra ha fatto sempre gli interessi dei ricchi, dando contentini ai poveri, e inneggiando ad un vuoto patriottismo e amor di popolo, come quando satollava la borghesia romana con le aree fabbricabili e festeggiava con i balilla tutti in fila in camicia nera. Il miracolo economico del dopoguerra, era dovuto alla fame, solo alla fame, e al desiderio di non vederla più d'intorno. Oggi ci chiedono ottimismo per ripetere un secondo miracolo economico, quando la cancrena del clientelismo è un'infezione generale, a destra come a sinistra.
La prima cosa che mi chiede mio padre quando mi vede, anche oggi a distanza di 60 anni e più dalla fine della guerra, e nonostante io ne abbia 55 e me la passo bene (benino), è se ho mangiato, non se mi sento italiano, o più italiano di ieri. Perchè a lui, dopo la guerra toccò andare dalle montagne delle Marche a 1500 metri sotto terra in Belgio, a cavare carbone, sul quale De gasperi faceva la "cresta" e rimetteva in moto l'economia coi soldi delle rimesse italiane e il sudore degli affamati rimasti.
Non c'è verso, per ritornare ad un boom economico ci vuole un'altra guerra, con una bella spazzata di gerarchi nelle fogne, sia a destra che a sinistra. Altro che una speranza indefinita, in un indefinito futuro da "consumatori". Einaudi chiamava i cittadini "risparmiatori" e non consumatori, come va di moda oggi, a sottolineare che siamo trattati come le galline che devono beccare per forza, come negli allevamenti.

venerdì 7 novembre 2008

Conferme sul signoraggio

Andate a questo blog de L'Espresso con un post sul Signoraggio. Tempo fa avevo segnalato il sito http://www.signoraggio.it/ tra i link di questo blog, ma il discorso si allarga.
Altri siti utili sull'argomento e sullo stra-potere delle banche e del sistema finanziario: (1), (2), (3), (4).
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24 agosto 2010 - Devo avvisare gli internauti che alcuni del links originariamente segnalati sopra hanno cambiato aspetto e, talora, sembra anche la gestione del relativo sito web, per cui occorrerebbe verificare meglio quanto linkato al fine di non cadere in equivoco.

domenica 5 ottobre 2008

Merloni e il distretto produttivo fabrianese

L'articolo qui a fianco traccia un'analisi fredda e realistica della situazione. Ne faremo presto una lettura "comparata" con quanto avviene in altre realtà della nostra penisola: non ci si meravigli che l'abbinamento possa risultare inquietante.
Ad essere inquietante non è l'abbinamento in se, ma sono i fatti ad essere inquietanti.
Se poi i benpensanti di destra e di sinistra, nonché quelli di centro (che dicono di esserci) grideranno "all'eretico!", allora vuol dire che sono anestetizzati da una morale di convenienza.

sabato 27 settembre 2008

Quanti furbi ...

Non ho parole ...
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martedì 16 settembre 2008

Lettera aperta ad ogni Italiano - Riflessioni sull'anti-fascismo

All' Autore della lettera,
Ho capito che non ti piace l'antifascismo (forse non ti piace nemmeno l'anticomunismo, suppungo). Ma che cos'è che ti piace?
Non a te personalmente, ma al tuo movimento in genere. Cosa vorreste fare della società italiana? Come vedete la vita, l'economia, la cultura?
Io non griderei "al fascista" appena uno dissente come te dal catechismo di regime. Ma non basta dire "questo no, e quest'altro neppure". Bisognerà anche avere un'idea concreta sul da farsi, altrimenti bastavano i Verdi a dire no a tutto.
Non sono domande da poco per mettere una pietra sopra ai rancori del Ventennio e del sessantennio successivo. Finora lo sdoganamento di Fini è andato quasi bene. Speravo che proseguisse la distensione. Magari fregandosene di quattro sciamannati che la storia la vedono a senso unico (quattro sciamannati di qua, naturalmente, e quattro sciamannati di là, che mi sembrano le comari di un condominio forzoso).
Se non mi rispondi a sproloqui te ne sono grato.
Cordialità
Pacoloio
http://pacoloio.blogspot.com/

mercoledì 3 settembre 2008

Pasti a 3 euro: buon appetito!

Che il sindacato non brillasse in tutela del lavoratore lo si è capito da un pezzo, almeno da dopo Di Vittorio e Brodolini, ma che fosse letteralmente imbecille (dal latino: sine baculum, che vuol dire senza bastone, ovvero un cieco senza bastone che, dunque, brancola nel buio) lo si capisce ogni giorno che passa e nel mentre che si erge alla suprema difesa dei diritti dei lavoratori.

Un impiegato di Poste Italiane, infatti, cui gli si riconosca il diritto all'indennità di mensa per il turno che svolge, dovrebbe pranzare con 3 euro, tanto è il controvalore del buono pasto che l'azienda distribuisce ai propri dipendenti impegnati in turni che prevedano l'orario di lavoro concomitante a quello del pranzo di un comune mortale, all'incirca dalle 13 alle 14.

Come se non bastasse, il retro del buono pasto contiene l'indicazione che esso "non è cumulabile", evidentemente, con altro buono pasto, per raggiungere - che sò! - la strabiliante somma di 6 euro, o di 9 euro, mediante i quali si potrebbe godere di un pasto assolutamente abnorme e, dunque, deleterio per l'efficienza lavorativa del dipendente che, poi, c'è il rischio che si addormenti sul luogo di lavoro a causa di difficoltà digestive per il troppo mangiare. Meglio, dunque, praticare le più efficienti misure di sicurezza sul lavoro, tenendo il dipendente quasi a digiuno (cosa si può mangiare con 3 euro?), così si evitano rischi per la sicurezza.

L'idea, per la verità, non è nuova, se è vero, come è vero, che anche Napoleone, nella campagna d'Italia, teneva i soldati della sua armata raccogliticcia a digiuno fin da due giorni prima delle battaglie importanti, con lo scopo di renderli più determinati nell'assalto del nemico.

E tanto deve aver pensato anche Poste Italiane, con il fido consenso del sindacato.

lunedì 1 settembre 2008

Pillole di Eraclito

- all'oro, gli asini preferiscono lo strame (42)

- lo stupido è solito trasalire per ogni parola di verità (43)

- i porci godono del fango più che dell'acqua pura (48)

- contro il desiderio è difficile combattere: a prezzo dell'anima acquista ciò che vuole (56)

- i confini dell'anima, per quanto lontano tu vada, non li scoprirai, neanche se percorri tutte le vie: così abissalmente si dispiega (108)

- interrogai me stesso (124)

- nulla è permanente come il cambiamento
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Dai frammenti Dell'origine composto nel 479 circa a.C. da Eraclito (535-475 a.C.). Edito da Feltrinelli, 1993 (terza edizione 2007).
L'immagine lo rappresenta ne La Scuola di Atene, affresco realizzato nel 1509-11 da Raffaello Sanzio (1483-1520), Stanza della Segnatura, Palazzi vaticani.

lunedì 21 luglio 2008

venerdì 18 luglio 2008

Notiziola

30 anni fa mi laureavo in architettura.
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giovedì 17 luglio 2008

Che forza il nostro capo ...

Che forza il capo della sinistra ...
Va a lamentarsi coi destri che le forze dell'ordine e la sicurezza hanno pochi soldi in finanziaria.

E' come dire a Totò Riina: ma comprati altre 3-4 pistole e qualche chilo di tritolo... e lui che risponde: ma si hai ragione, mi ci vogliono ... non mancherò!

Il tema caro alla destra, anzi, direi ai destri - che questi non sanno nemmeno cosè la destra (penso a Benedetto Croce) - è stato sempre la polizia e l'esercito, ovviamente togliendo alle politiche sociali, sanità, scuola, e questo mammalucco gli va a dire che ci devono investire di più.

E' naturale che i destri ti rispondano di si. Ma ora non venire a dirci che grazie alla vostra opposizione durissima (senza se e senza ma, e senza sconti e altre baggianate del genere) avete piegato il governo per il benessere di tutti. Bella forza ...
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Non ditemi che sono offensivo (si dovrebbero offendere i 12 milioni che lo hanno votato, e offendersi anche di brutto), ma dalle mie parti si dice:
"Porta la testa per consumare il cappello", oppure "Porta la testa per spartire le recchie", e io aggiungerei "per conservarsi la faccia (e che faccia!) e la poltrona" che, sempre noi, gli paghiamo profumatamente a lui e ai suoi, che formano un castello dalle alte mura, come nel medioevo, che mediante la "porcata calderoliana" delle liste bloccate, che non ha inventato lui, certo, ma che gli sono piaciute e che le usa, servono solo per difendersi dagli assalti della base (come nel medioevo serviva non per difendersi dagli assalti esterni, ma da quelli del popolo da loro stessi governato, segno questo, che quel governare era contro di loro, come oggi quella schifezza di opposizione è contro chi lo ha votato).
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mercoledì 16 luglio 2008

Del Turco (Ottaviano) ... bah...

Che monnezza! Tutti così, chi più e chi meno.
Non accenno agli esponenti degli altri partiti, ci vorrebbe l'enciclopedia treccani per scriverlo ...
Su Del Turco, vedremo ... ma non ci spererei molto ... e se era un galantuomo, è possibile che fosse anche fesso? che cioè non si fosse accorto di nulla? e tutto questo per uno che ha fatto anche il ministro delle finanze? ... bah ...
Intanto c'è il verbale integrale delle dichiarazioni accusatorie di Angelini nei confronti di Del Turco, pubblicato da L’EspressoOnLine, che fa riflettere (file Pdf di 108 pagine).
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Martelli, poi, gran gurù dei "meriti e bisogni", quando sgonnellava 25 anni fa sotto le sottane di Bettino, che tipo, proprio da dimenticare ... che andava a sniffare a tutto spiano in Africa ...
L'altro, segretario della UIL dell'epoca, pure lui della partita socialista (non partito socialista, quello era un'altra cosa), più pulito, ma per farlo tacere gli hanno dato un "posticino" da direttore generale del min. finanze (o giù di li) ...
E la figlia, Stefania, che prendeva contratti d'oro con la RAI per produrre schifezze mai andate in onda ... che oggi ci fa la paternale sul padre eroe e su quanto sono cattivi i giudici ...
E il figlio, Bobo, (il figlio di un sedicente gran statista che si chiama così ... che ridere) che s'atteggia a salvatore della patria ... insieme a quel sozzo (per l'aspetto sempre sudato) di De Michelis ...
Tutta gente che, pur non sapendolo, paghiamo ancora e sempre noi, e profumatamente ...
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E' vero che le colpe dei padri non possono ricadere sui figli, ma mi domando se per i patrimoni furtivi si debba fare eccezione, dal momento che i 700 miliardi che il padre occultò in una banca di Singapore non pare siano ancora tornati agli Italiani.
Non so che fine hanno fatto quei soldi, ma con un semplice certificato che dice "noi siamo gli eredi di papà", debitamente tradotto e vistato dal consolato, si possa ritirare la sommetta in qualsiasi parte del mondo e portarsela dove gli pare, e godersela. Mica le colpe possono ricadere sui figli. I patrimoni si, però!
Bella democrazia ... alla barba di quei fresconi degli italiani...
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Andasse meglio oggi, si potrebbe anche chiudere un occhio. Abbiamo sdoganato i fascisti, potremmo sdoganare anche loro ... purchè si mettano in quarantena almeno per mezzo secolo ... e restituiscano il maltolto ... qui non ci dovrà essere un togliatti qualsiasi a riciclare i lazzaroni come nel 1948 ... chi ha rubato al popolo in galera deve andare, ed è già tanto che non finiscano sulla forca ... proprio grazie al garantismo. E finchè il popolo non ne avrà le tasche piene! ... ma si sa, ... basta dargli "panem et circenses" e tutto va a posto da se ...
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Tanto poi i soldi ce li giriamo come ci pare ... (vedi: Finanziamento ai partiti, da Il Sole-24 Ore del 13 luglio 2008).

venerdì 4 luglio 2008

Macelleria messicana alla Diaz nel 2001

... e se non basta spulciate qua, ci sono 120 filmati su YouTube.

Ma la polizia - si dirà - è fatta apposta per l'ordine pubblico, e se ci scappa un pò di eccesso, pazienza!

Come con il governo Tambroni (varato con l'appoggio dei fascisti del MSI) e i morti di Reggio Emilia nel 1960, come mille altre volte, sempre con il manganello in mano, fino ai manifestanti contro i rifiuti di Chiaiano.

Un detto inglese recita: per chi non ha che un martello (leggi: metodo fascista) tutti i problemi sembrano chiodi.

Ma mai che vedi la polizia prendere a manganellate quelli della Parmalat e delle banche connesse (che hanno bibonato milioni di cittadini) o quelli di Mediaset (che detengono illegalmente certe frequenze televisive nonostante le sentenze e le condanne perfino della CE)! Ma - si dirà - quelli non sono mica problemi di ordine pubblico!

Ed è vero, quelli sono problemi erotici, al massimo da reparto della polizia buon costume che, essendo stata disciolta, non può più fare niente. Si perchè metterla in quel posto a milioni di ignari raggirati- è vero - è un fatto di erotismo, e l'erotismo - si sa - è una faccenda di ordine privato mica di ordine pubblico.

Peking 2008 - Roma 2008


giovedì 26 giugno 2008

Minchia, che premier ... !!! (3) La storia su Falò

Poveretto ... ma perchè lo perseguitano?

Se non è un regime, allora vuol dire che è un regime, in barba al principio di non contraddizione.

E' stato trasmesso dalla TV della Svizzera italiana, nel programma Falò andato in onda il 18 giugno 2004 (questo fatto spiega anche il perché il governo italiano non ha voluto inserire la TV della Svizzera italiana nel pacchetto della TV digitale). Ha fatto il giro del mondo delle TV, meno che in Italia, ovviamente.
Potete trovarlo sulla pagina di fisicamente.net, o sulla home-page dello stesso sito nella colonna di sinistra molto in basso. Durata 52 minuti. Si apre con RealPlayer.

Tutte cose risapute, ma messe in fila, da Milano-2 al 2003, è agghiacciante scoprire dove ha portato la società italiana questo menestrello da balera.
E se non basta, andate al video dell'assemblea della Comfesercenti del 25 maggio 2008.


venerdì 20 giugno 2008

Minchia, ... che premier !!! (2) Attendiamo la vendetta


Guardate Frattini nel video, a fianco del premier, che si morde le unghie e le labbra (e forse si strizza anche le palle con l'altra mano), non ne può più!
Come noi, come tutti!

giovedì 19 giugno 2008

Ma ... cos'è?

Clicca per ingrandire

mercoledì 18 giugno 2008

Anche io voglio ricusare

Voglio ricusare Berlusconi prima di tutto.
Il motivo pare ovvio. Dovrei farmi governare da un tale arnese? Meglio Totò Riina, sarebbe meno pericoloso per la mia integrità.
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E poi la Santanchè.

La "signora" dice che la prostituzione è un mestiere e vuol far pagare le tasse alle malcapitate. Bella idea!!!

Io direi che, applicando i criteri per l'accertamento presuntivo di Visco, si potrebbe far pagare le tasse a tutte le donne, anche se non esercitassero: ad esempio in base alla lunghezza della gamba, o alla misura del reggiseno, che andrebbero accertate preventivamente da un apposito "Ufficio Lucciole" presso l'agenzia delle entrate, per evitare elusione fiscale.
Però, prima si dovrebbero fare gli studi di settore: e chi saranno quei fortunati brigadieri che faranno i sopralluoghi in azienda! Poveracci, però, dovranno lavorare anche di notte, ma ne varrebbe la pena. Per l'interesse generale, ... si sà!!!

Potremmo stare a panza all'aria per vent'anni, noi uomini: la finanziaria si pagherebbe da se. Poi sparirebbero quelle cretinette moinose dalla TV, o almeno si taglierebbero un pezzo di gamba per pagare meno e si sgonfierebbero le tette.
La "signora", poi, potremmo vederla in giro così, per non farsi riconoscere dagli ispettori del fisco che hanno l'accertamento presuntivo fisso in testa.

Mica male l'idea ...

Solo che poi chi ha moglie dovrebbe pagare lui le tasse dell'accertamento presuntivo, e chi avesse anche figlie femmine o sorelle a carico o madre convivente andrebbe in fallimento, a meno che non mandi le sue donne a battere per forza, anche se racchie.

martedì 17 giugno 2008

Minchia, che premier ... !!!

Le ricusazioni presentate negli anni dal premier
Dal Messaggero, ROMA (17 giugno) -
Queste le istanze di ricusazione presentate negli anni da Silvio Berlusconi nei vari procedimenti che lo hanno visto coinvolto, prime di quella di oggi nel processo Berlusconi-Mills.

Processo tangenti guardia di finanza. Ad essere ricusato, nel novembre del '96, fu il presidente della Settima sezione del Tribunale di Milano, Carlo Crivelli, perché a microfoni aperti, in aula, si lasciò sfuggire che con gli imputati ci volevano «il bastone e la carota». L'istanza fu respinta, ma Crivelli fu sottoposto a severe critiche dai giudici d'appello e, in seguito, si astenne. -

All Iberian. Anche la ricusazione del presidente della Seconda sezione del Tribunale di Milano, Gabriella Manfrin, impegnata nel processo All Iberian, fu respinta nel maggio del 2000. Berlusconi sosteneva che non potesse giudicare in quanto si era espressa sul patteggiamento di un coimputato.

Inchiesta Brescia. Nel novembre del 2000, fu la Corte d'appello di Brescia a respingere una richiesta di ricusazione di Silvio Berlusconi verso il gip della città lombarda Carlo Bianchetti che si stava occupando dell'inchiesta, nata su denuncia dello stesso premier, a carico di sei magistrati del pool Mani Pulite per attentato al funzionamento degli organi costituzionali. Bianchetti, per il presidente del Consiglio, non poteva giudicare perchè si era già occupato di vicende collegate.

Sme. Nel novembre del 2002 furono ricusati i giudici della Prima sezione penale del Tribunale di Milano, presieduti allora da Luisa Ponti, dopo che avevano deciso di trasmettere alla Corte europea gli atti riguardanti un presunto falso in bilancio per valutare se la legge italiana rispondesse alle normative europee. L'istanza di ricusazione fu dichiarata inammissibile.

Mills. Nell'agosto del 2006 Berlusconi ricusò il gup Fabio Paparella nel corso dell'udienza preliminare per l'inchiesta che lo vedeva indagato con l'avvocato inglese David Mills. Il premier sosteneva che Paparella non poteva giudicare in quanto lo aveva rinviato a giudizio con altri per il filone principale, quello sulla compravendita di diritti televisivi e cinematografici da parte di Mediaset. La ricusazione fu respinta.

Mediaset. Il premier ha ricusato, nel novembre 2006, anche il presidente della Prima sezione del Tribunale di Milano Edoardo D'Avossa davanti al quale è in corso il processo per le presunte irregolarità nell'acquisto di diritti televisivi e cinematografici. D'Avossa si era astenuto in seguito alla istanza di ricusazione, ma il presidente del Tribunale aveva rigettato la sua dichiarazione di astensione dal momento che, a suo avviso, non ne esistevano i presupposti

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martedì 10 giugno 2008

E si adoperano per educare le genti ademodratiche

La immagini sono tratte dal sito del Dipartimento della difesa USA


Lezione di buona condotta
I giovani e lo sport. Allegriaaa!
In cerca di funghi
Consiglio parademocratico
Oggi, ieri, domani














Ma ... anche loro hanno un cuore !

Le immagini sono tratte dal sito del Dipartimento della difesa USA


Pare proprio di si, ma a casa ... solo a casa!
La mascotte ...
La didattica dell'arghibugio

I veicoli degli aiuti umanitari

La immagini sono tratte dal sito del Dipartimento della difesa USA


Vacche magre e vacche grasse

Veicoli per trasposto di casse di pomodori, spaghetti, mozzarelle fresche ...

Mezzo per individuare l'indigente da soccorrere

Mezzo per salvare le capre dallo sfracellamento nel burrone

Mezzo per trasporto della posta di Natale ...

Mezzo per fuochi d'artificio con cluster-bomb

Mezzo per avvicinarsi a dio



Aiuti umanitari per tutti

Le immagini sono tratte dal sito del Dipartimento della difesa USA




Dammi un cinque! ... oleh!!


Bambole e archibugio per tutti

Pane per tutti ... oleh!

Nuova lezione di femminismo




lunedì 2 giugno 2008

Architettura moderna

L'architettura del grande numero e del cattivo committente con la compiacenza dell'architetto sciocco hanno prodotto questi capolavori.

Se l'architettura è un linguaggio, allora che cosa dicono queste quattro facciate?

Che sono tutte semanticamente insignificanti, sintatticamente perfette, pragmaticamente coercitive, prossemicamente allucinanti.


L'immagine è stata composta con foto tratte da http://www.flickr.com/photos/seier/sets/72157594587851643/.

sabato 31 maggio 2008

'68 e oltre

Nel 1968 vi fu a Roma un grande concerto rock, Rome Pop Festival 1968, con la partecipazione delle maggiori stars degli anni '60.

Vedi il Video 1 (Captain Beefheart), il Video 2 (Donovan), e il Video 3 (l’arrivo di Hendrix a Roma), riportati nel link di cui sopra.

Nella foto: Jimi Hendrix.

E così anche a me viene voglia di ricordare il '68 e oltre, perchè ... successe un '48 contro un sistema sociale imbottigliato verso la guerra e i colpi di stato.

Ognuno avrà avuto le sue preoccupazioni, è vero, ma alcuni fatti andrebbero ricordati prima di passare al commento dei film che ne interpretano alcuni momenti, e liquidare superficialmente quell'epoca come gli "anni di piombo" che, in realtà, dovrebbero essere ricordati come gli anni dei golpe (all'estero), dei tentati golpe, delle bombe e delle stragi in Italia, detti anche della strategia della tensione.


Come, ad esempio, e per ricordare solo le maggiori, la strage di Piazza Fontana a Milano (1969, 16 morti; colpevoli: ignoti), la strage di Piazza della Loggia a Brescia (1974, 8 morti; indagati: Delfo Zorzi, e altri, di Ordine Nuovo), la strage sul treno Italicus (1974, 12 morti; colpevoli: ignoti), la strage alla stazione di Bologna (1980, 85 morti; colpevoli: Valerio Fioravanti, Francesca Mambro, entrambi neofascisti; 10 ergastoli e 250 anni di cercere al primo, 9 ergastoli e 84 anni di carcere alla seconda; entrambi in semilibertà da circa 10 anni).

E tutto questo, ovviamente, non era che una parte delle preoccupazioni a sinistra, poichè con i colpi di stato fascisti in Cile e in Grecia, ed il regime imperialista reazionario in Persia, nonchè il regime fascista in Spagna (che sottopose a garrota nel 1974 un giovane ventenne, fatto che sconvolse letteralmente la civiltà europea) e l'altrettanto feroce regime fascista in Portogallo (caduto nel 1974), ad esempio, a Firenze, dove studiavo, ogni tanto spariva un militante antiregime greco, persiano o cileno, senza che se ne sapesse più niente.

Dicano pure quei commentatori, sempre pronti a edulcorare le cose rivoltanti della storia, se un giovane di vent'anni a quell'epoca poteva starsene a guardare alla finestra. O se non dovesse sentirsi mobilitato dal senso civico che anche la costituzione richiamava, e richiama, contro il fascismo? Non so a destra, ma a sinistra nessuno che abbia vissuto quegli anni vorrebbe che si ripetessero.

A sinistra: Puig Antich, garrotato nel 1974 dal feroce regime spagnolo del Generalissimo Franco (a destra).

giovedì 29 maggio 2008

Riflessioni antropologiche sulle borgate romane

Che le borgate romane siano abbandonate a se stesse non è una novità. Manca un efficiente servizio di pulizia dei luoghi pubblici. I trasporti sono pessimi, per cui ad un minor costo delle case corrispondono maggiori tempi di percorrenza che si scaricano sui cittadini, mentre i maggiori costi del servizio sono sostenuti dalla collettività. L'aria è inquinata, specialmente sulle strade principali e in corrispondenza dei semafori che sono fitti.

Un servizio di polizia non c'è e qualcuno tenta di fare da solo. Lo stato non presta questo servizio nei quartieri poveri e periferici, la sicurezza risulta un servizio riservato solo ai quartieri bene. Questo è un altro modo di concentrare la ricchezza, se la sicurezza, come lo è, deve intendersi una ricchezza per chi ne gode. E' un pò come nella sanità che non è un servizio allo stesso modo per tutti i cittadini. E' come nella scuola pubblica, dove la periferia presenta le scuole meno dotate e al centro, al contrario, sono ben dotate perchè frequentate dai figli della piccola borghesia rampante ed esigente.

Non c'è nemmeno un servizio di polizia antidroga, per cui il traffico di droga e lo spaccio avvengono quasi alla luce del sole. Basterebbe un minimo di intelligence per mettere alle corde questo tipo di delinquenza. Anche la prostituzione avviene alla luce del sole e dei lampioni nonostante le segnalazioni e la mobilitazione dei residenti. Se poi c'è la miscela di droga e prostituzione e, maragi, il furto, la faccenda si complica molto. Ci si limita a qualche retata che sembra più fatta a scopo consolatorio che per colpire gli effettivi mandanti, almeno quelli di primo livello. Grande rumore per qualche giorno dopo il fattaccio per farsi registrare dai media, i quali accontentano l'opinione pubblica, poi calma piatta fino al prossimo fattaccio, sapendo che non tarderà e, se per caso tarda, allora è meglio non indagare per niente, vuol dire che le cose se le risolvono da solo gli interessati.

L'educazione alla legalità nelle scuole o le dichiarazioni dei politici sulla necessità del ripristino della legalità paiono una vuota espressione verbale, dal momento che i cittadini e, peggio ancora, i bambini e i giovani vedono scorrere incessantemente, dalla nascita fino alla maturità e alla vecchiaia, un ambiente fatto di soprusi e intimidazioni e, talora, anche la presenza minacciosa della polizia che, ovviamente, in un tale contesto non può badare per il sottile.

Alcune riflessioni di carattere antropologico sarebbero necessarie relativamente alla vita delle periferie delle grandi e medie città italiane anche in relazione alla presenza di cittadini di altri paesi, comunitari e non, clandestini o regolari che siano. A Roma, ad esempio, ma non è diverso nelle altre città medie e grandi, ci sono centinaia di queste sacche dove c'è una vita civile alterata, una vita civile o, meglio, incivile, dove si formano dei gruppi che si sentono progressivamente sempre più padroni del territorio ed esercitano in modo sempre più sfacciato questa podestà, in primo luogo ai danni dei residenti locali che, invece, con il tempo si erano assestati su una convivenza da paese di campagna e, in secondo luogo, anche con chi si trova a passare di li per caso.
Negli anni '60 e '70 i protagonisti di questo spadroneggiare erano gli immigrati giovani arrivati dalle regioni italiane più povere che nel corso degli anni '70 e '80 si sono integrati con il lavoro e con la formazione della famiglia che ha fatto da "stabilizzatore", dietro i genitori anziani bisognosi di aiuto e davanti i figli da allevare. Oggi tale fenomeno riguarda i nuovi immigrati dal sud del mondo come dall'est Europa, fenomeno iniziato prima con i polacchi nei primi anni '90 (lavavetri), dopo la caduta del muro, e proseguito con i cinesi, gli albanesi, gli indiani, e gli altri immigrati dall'Africa. Oggi siamo nel pieno del fenomeno, a 10-15 anni dal suo inizio, e non è detto che si esaurisca nell'arco di altri 5-10 anni, poichè vi sono intere aree geografiche nel mondo, con miliardi di persone che hanno l'aspettativa di immigrare in una regione "ricca", mentre negli anni '60-70 questa aspettativa era limitata agli abitanti di 5-6 regioni italiane.
Se allora il fenomeno si è esaurito nell'arco di 20 anni, oggi non ne è prevedibile l'esito. Alla globalizzazione dell'economia e, soprattutto, delle risorse energetiche, infatti, si è aggiunta la globalizzazione del crimine organizzato come pure la globalizzazione dei cosiddetti interventi di "polizia internazionale" (come ebbe a definirli Andreotti) da parte del blocco occidentale, fatto di occupazione militare in aree economicamente strategiche del pianeta. Le intuizioni di Spengler del 1917 sembrano progressivamente attuarsi.

Per il momento si propongono alcune testimonianze a scopo di riflessione.
* Pigneto, la borgata amata da Pasolini in equilibrio tra ... . Ritratto un pò mieloso del quartiere (da repubblica.it del 25-5-08) Articolo
* Intervista al responsabile dell'aggressione etnica al Pigneto di Roma del 23 maggio scorso (da repubblica.it) Articolo Video Foto
* Intervista ad abitanti del quartiere Pigneto a seguito dell'aggressione (da repubblica.it, 29-5-08) Video
* Su Dario Chianelli il Pigneto si divide 'Ha sbagliato, ma qui c' è rabbia' (da repubblica.it, 30-5-08) Articolo
* L'intervista a Chianelli dopo essersi presentato alla polizia e il commento di un giornalista (YouTube) Video
* Le dichiarazioni di un cittadino e di un amministratore sui problemi del Pigneto (YouTube) Alla stessa pagina sono presenti numerosi altri video sul quartiere Video
* Rivelazioni di un giovane della banda del Pigneto sul clima pesante, con l'alcol e lo spaccio di droga (da repubblica.it, 30-5-08) Articolo
* E ora parte il 'Pigneto Tour' 'reality' sui luoghi del raid (da repubblica.it) Articolo del 31 maggio
* Via i transex dal Prenestino, la protesta dei residenti (da repubblica.it) Articolo del 18 maggio 2008
* Intervista del 21 maggio 2008 ad un operaio edile di una borgata romana e il difficile rapporto con il vicino campo nomadi (da mentecritica.net) Articolo

Altre notizie sono state raccolte da archivioviolenza.blogspot.com

Sull'aggressione del Pigneto occorre precisare i fatti, anche rispetto al precedente post del 23 maggio scorso in questo blog.
C'è uno scippo: il portafogli di una signora, che è la ex moglie di Dario Chianelli, viene trattenuto da un extracomunitario che non è estraneo al mondo dei piccoli spacciatori. Chianelli, sollecitato dalla signora, ne pretende la restituzione, mentre l'extracomunitario, con senso di sfida e di affronto, continua a trattenerlo, con l'evidente scopo di umiliare il Chianelli che deve presentarsi più volte secondo le indicazioni del primo.
Alla fine a Chianelli saltano i nervi e, siccome sia lo scippo che lo scippatore sembrano essere conosciuti nel quartiere, quando costui si presenta a volto scoperto all'extracomunitario per dare una specie di ultimatum per la restituzione del portafogli, gli si accodano alcuni giovani del quartiere a volto coperto che fanno scempio di diversi negozi, tutti gestiti da extracomunitari.

E' su questi elementi che occorre riflettere e capire il clima del luogo e i sentimenti che muovono le persone coinvolte: 1) la percezione che gli abitanti del Pigneto hanno rispetto alla sicurezza da scippi e furti, che sembra essere migliorata molto negli ultimi 15 anni; 2) l'extracomunitario sicuro di sé, detentore del portafogli, che il Chianelli rivuole; 3) il Chianelli con il suo passato e la sua amata presenza odierna nel quartiere; 4) l'ambiente del locale dove si incontrano più volte, e quello del bar che funge da ritrovo della comunità; 5) i giovani del quartiere che si sono aggregati spontaneamente al Chianelli senza essere sollecitati da questo e che poi eccedono nell'azione di sfida e intimudazione; 6) le testimonianze di solidarietà al Chianelli degli abitanti del quartiere raccolte dai cronisti qualche giorno dopo lo svolgimento del fatto.

Foto in alto: la corte di un condominio degli anni '70 al quartiere Prenestino di Roma. In basso: momenti del ritorno del Chianelli al quartiere Pigneto (da Repubblica, 30 maggio 2008).