venerdì 25 giugno 2010

Le leggi "ad personam"

Se le leggi "ad personam" sono proprio ad personam?
Fatevi un'idea da quel che racconta il suo ex-avvocato Carlo Taormina.
E' vero che è uno dei "trombati" alle elezioni politiche del 2008, ma in tale veste bisogna pur credergli, almeno almeno per un 75%.
Poi lui dice di essersi pentito di aver collaborato a creare alcune leggi ad personam per il cavaliere. Ma sant'iddio, ci voleva di arrivare a 68 anni (all'epoca del 2008) per avere un giudizio chiaro del soggetto che lo pagava?
Dove è stato Taormina dal 1968 (al tempo della Banca Rasini) al 2008? E' vissuto in una campana di vetro, magari sulla luna?
Non ricorda i tempi in cui "palazzinava", il cavaliere, a tutto spiano a Milano negli anni '70?
E il salto sulle TV all'epoca di Craxi? E l'affare Rovelli da mille miliardi con corruzione di giudici (danni collaterali, si dirà)?
E tutto il resto?
Dica quel che sa, Taormina, che sa molto, oppure dobbiamo ridere a crepapelle sul suo auto-sputtanamento !
Tutti così, finché il cavaliere li foraggia, zitti e mosca, allineati e coperti, poi merda a volontà, e spesso controvento.
Adesso aspetto La Russa, Gasparri, Giovanardi, Quagliariello e altri, compreso Cicchitto (ex-socialista, che voleva infondere il verbo della lotta di classe alle masse ...), tutti tirapiedi che stanno in piedi (scusate il bisticcio di parole) finché gli si getta foraggio ai piedi (scusate un'altra volta, ma sono in vena poetica).
Tanto Bondi già ha messo qualche puntino sulle "i" e, prima, Fini e il suo tirapiedi (che per quanto è inconsistente, non me ne ricordo nemmeno il nome, ora che i TG lo tacciono).
Si potrebbe stilare la classifica, come fa la mafia, di omini, ominucoli e cacacazzi, e di questi ultimi ce ne sono a palate, molti nel centro-destra, molti nel centro-sinistra.
Da vent'anni a questa parte l'Italia pare il paese dei mille pinocchi ! E vent'ani sono proprio tanti, anche per un imbonitore TV come Berlusconi: Mussolini, Hitler, Stalin hanno retto fin li, poi si sono sbragati sotto l'incalzare del risveglio dal sonno della ragione che, talora, colpisce le folle (come diceva Le Bon) e allora guai a chi tocca.
Bisognerà disseppellire l'eskimo, come gli indiani l'ascia di guerra ?!
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domenica 20 giugno 2010

Ritratto a consumo

A misura di naso odoran d’ascelle,

a misura di naso l’hennè copre il dovuto del bianco.

A misura di un braccio

un improprio profumo le accomuna alle mestrue.

A misura di canna (di Montenovo)

non si vedono rughe né varici,

non odoran d’estrogeno, non emettono lampi dagli occhi.

Quel tanto da occultare il rigurgito,

la scollatura è presagio soltanto per la palpazione

mammografica annuale.

L’attillatura non tiene e la gorgia si mostra impietosa.

Anche il saluto con bacio diventa un’angoscia

e le belle sembianze cadono come un intonaco a calce.

Passano impettite su tacchetti a spillo

sbirciando gli sguardi come trent’anni prima.

Guardano l’orologio scappando dal nulla.

E’ ora di cena – pensano - ma ormai sole

si ricordano che nessuno le aspetta.

Salendo sull’autobus flessuose

e chiedendo un biglietto in vettura

s’assettano con destreggi sapienti e ormai stanchi

che nessuno apprezza più.

Senz’anima né istinti cercano un sorriso di casa.

Dopo il sonnecchiamento davanti alla TV

il coricamento avviene perpetuo e solenne

mostrando la schiena in vestaglia all’assente.

(settembre 2007)

Una poesia precedente postata qui.


sabato 19 giugno 2010